-Il film è stato prodotto per la prima volta in formato VHS,nel maggio del 1995, ossia ben diciotto anni dopo la realizzazione e l'uscita nelle sale cinematografiche.Seguiranno altre due pubblicazioni (in VHS),e tre in formato dvd.
-Il titolo originale del film, non approvato dalla casa produttrice, era "Cazzo,che vento!"
Ma vi siete mai chiesti perché il film si intitola "Berlinguer ti voglio bene"?
Ovviamente c'entra il contesto sociale in cui si svolge, anni in cui le classi contadine e operaie avevano il loro punto di riferimento nel mai troppo rimpianto segretario dell'allora glorioso Partito Comunista Italiano.
Mario Cioni lo ama, è il suo mito, ne ha fatto un'icona mettendo l'immagine del volto di Berlinguer allo spaventapasseri che tiene nel campo. E ci parla, ci ragiona, gli racconta, ripone in lui le sue speranze di un mondo migliore.
E a un certo punto, durante un ipotetico dialogo con lo spavetapasseri-Berlinguer, gli dice di volergli bene. Ma la scena è stata tagliata, e nel film non c'è. In origine era inserita dopo quella in cui Mario torna a casa e scopre che la mamma non era morta, ma si trattava solo di uno scherzo degli amici.
Campo vicino casa - esterno giorno
Mario raccoglie erbacce con un rastrello e le spinge in un falò
"Brucia brucia... il foco fa compagnia all'omo... ma gli farebbe più compagnia un altr'omo... specialmente se ll'è una donna...
"...l'omo e la donna... Andate e moltiplicatevi, l'erano in due, ora siamo du' miliardi... porc! ...'un s'è fatto che trombare!
"Certo Adamo ll'ebbe culo forte, l'era solo. Potevo essere io Adamo... sarebbe bello... Cioni ed Eva! Dice... non mangiate questo pomo... m'importa una sega del pomo, c'ho da trombare dalla mattina alla sera... T'ha' voglia a mandarmi i' serpente, trombo anche lui!
"Certo Adamo, c'aveva la situazione a favore, e fece solo du' trombate: Caino e Abele. Mi sarebbe piaciuto anche esse' uno di loro, Abele Cioni... almeno s'era in due. Poi però si sono ammazzati... per forza... l'eran du' omini!
"A un certo punto Abele l'aveva una voglia di trombare che moriva... ma 'un c'era donne... L'ha visto Caino a culo ignudo... dice: meglio che nulla. Caino s'è scansato, dice: o finocchiaccio, tu me lo volevi buttare in culo eh... ma io ti stronco, bucaccio, e te lo butto in culo a te! E l'ha ammazzato. Oh, 'un c'era donne...
"Certo poi rimase solo, si sarà pentito. Dice: Abele rinvivisci... 'un t'ammazzo più... così si ragiona un po' insieme. E Abele fa: nooooo... me l'hai voluto mettere in culo a me, ma te l'hai preso in culo te.
Si rivolge allo spaventapasseri
"L'omo solo è come il sordomuto... non discute... e se discute dice: l'è scemo... ragiona da sè. Caino da sè solo.... madonna! Allora meglio buco che solo.
"Se si rimanesse io e te da soli, e tu mi dicessi: 'un c'è donne. Che si fa? Vo via? E te lo direi: vieni vieni Berlinguer, ti voglio bene...
Da lontano si sente un tuono. Mario prende un ombrello conficcato in terra, lo apre e lo sistema sullo spaventapasseri per proteggere Berlinguer dal temporale in arrivo.
Dissolvenza.
C'è un altro punto nel film in cui Mario Cioni dice di volere bene a Berlinguer: è di nuovo nel campo accanto allo spaventapasseri, e di nuovo la scena non figurerà tra quelle montate.
Quando la mamma lo porta dal prete del paese, lei si sfoga con don Valdemaro dicendo tra le altre cose: "Invece di fa' compagnia a me che son la su' mamma legittima, gli sta tutto il tempo a ragiona' con Berlinguer nel campo... 'un ci cresce più nulla!"
Lo stacco successivo a quella scena prevedeva Mario che spinge una carriola di concime. "'Un ci cresce nulla indove c'è Berlinguer? Ora te lo dò io... ora ci concimo bene... ci fo crescere quindici milioni di garofani, rossi come i' fòco! Scusa Berlinguer, abbi pazienza, non te la pigliare a male se ti copro il campo di merda. Lo fo... per l'ideale... perchè io Berlinguer, ti voglio bene a te! Sta' tranquillo, si vince... tanto i preti e le mi' mamme vanno a morire, e quelli come te e me vanno a nascere..."
A quel punto arrivano Buio, Bozzone e Gnorante, e tutti e quattro insieme si incamminano verso il fienile ragionando filosoficamente sulla merda, tipo "La merda, prima di diventare quest'ultima, l'era pollo, prosciutto, biscotti, che pigliano, nel corpo dell'omo che ha cenato, un altro aspetto, che l'è quello della merda... Si mangia per cacare e si caca per mangiare... Però se uno si sbaglia va a finire che mangia uno stronzo e concima un pollo..."
Continuando nei loro ragionamenti entrano nel fienile e si mettono a giocare a carte.
Tutta questa parte nel film verrà sostituita con le scene girate sul tetto dell'edificio che diventerà il centro commerciale Pratilia, allora in costruzione. Gli unici dialoghi in comune con la stesura originale saranno quelli dell'epilogo della partita a carte.
-Ogni volta che guardavo il film non capivo mai cosa c'entrasse la scena del Cioni che in discoteca cerca di imbroccare le due ragazze lesbiche. Nel senso che c'è un'incongruenza temporale: dopo che gli amici gli hanno fatto l'atroce scherzo di dirgli che gli è morta la mamma, Mario vaga disperato tra i campi, e si ritrova a immaginarsi a dialogare con dio e col diavolo, delirando sotto un cavalcavia dell'autostrada. All'improvviso la scena cambia e lo vediamo in discoteca alle prese con le due tipe. Salvo ritrovarlo poco dopo che si sveglia all'alba, di nuovo sotto il ponte. Poteva essere un sogno? No, nella sceneggiatura originale quella scena doveva essere inserita molto prima, ma chissà perchè in fase di montaggio è finita in quel punto.
Per contro, tutta la carrellata indietro all'uscita del cinema, con i quattro che attraversano la pista di pattinaggio, non era prevista, ma è stata inserita improvvisandola al momento. E contiene due o tre perle, tra le più belle e significative del film, frasi che io ripeto praticamente ogni giorno: "Signorina, vorrei parlare..." "Se le donne le fussero briosce..." "Bello sì, ma per me..."
A questo punto nella sceneggiatura originale era previsto che la scena si spostasse nella discoteca. Buio, Bozzone e Gnorante ne stanno uscendo, abbacchiati per i loro insuccessi con le donne che neanche stavolta sono riusciti a rimorchiare.
"L'hanno sempre la scusa pronta, eppure schifo 'un si fa"
"Stamattina mi son fatto anche il bagno, davvero, mi son lavato"
"E 'unn'è questione Bozzone, tu ti puoi lavare anche tutti i giorni, ma vedi che mani tu c'hai, tu gli fai una carezza... tu gli tagli i' viso"
"Eh, siamo sempre con la vanga in mano"
"Oh, ma i' Cioni indoll'è?"
"L'è rimasto dentro, ha detto c'era una che gli ci stava"
"Seeee... voglion lo studente!"
"Sembra che a fare i contadini sia un disonore"
"Unn'è questione di disonore Buio, l'è questione che ognuno c'ha i' su' ramo di studi: il contadino studia la vacca, lo studente studia la fica"
E qui ci sarebbe dovuto essere lo stacco sul Cioni che, ancora dentro, si avvicina alle ragazze che stanno ballando, una delle quali con un braccio ingessato. Una volta che anche lui rimbalza alla grande, raggiunge gli altri che si stanno incamminando sopra il cavalcavia sull'autostrada, e questo spiega anche come mai Bozzone quando lo vede gli dice "Bravo Cioni, t'hai fatto bene a venire con noi"
Un'altra serie di incongruenze c'è dalla scena della tombola in poi: il dibattito cominciava alle nove dopo cena, ma quando il cioni se ne va col quadro che ha vinto lo si ritrova a casa a cenare con la mamma. E difatti arriva Bozzone...
Dopodiché scappa e va a puttana, ma non si spiega perché abbia di nuovo il quadro in mano e perché chieda di Bozzone che aveva appena lasciato in casa sua.
Un'altra cosa interessante da notare è la battuta che il Cioni fa mentre si lamenta della censura dei film. A un certo punto dice: "Quando t'hai fatto all'amore c'hai messo l'orologio? Gli mettano l'orologio ai' posto, o tromba con la lancetta se ti riesce"
Sapete perchè dice questa frase incomprensibile? Perchè della precedente scena all'interno del cinema sono stati tagliati alcuni frammenti.
Mentre si sentono le voci fuori campo del film, i quattro sono eccitati dalla prospettiva di vedere una scena di sesso. Quando pare che finalmente Magda e Massimiliano (i protagonisti del film "Max il donnaiolo") stiano per consumare, la censura interviene e sullo schermo appare l'immagine di un orologio a pendolo. Lo si deduce leggendo i dialoghi completi della sceneggiatura originale.
"Eh, bada che mutande gonfie, l'ha una fica pare un cazzo"
"L'ha i' marchese"
"'Un la chiaverei nemmeno..."
"Bischero! La donna coi' marchese 'un fa schifo, in quanto non fecondasi l'ovaia"
"E che vol dire"
"Zitto Gnorante, eccoci al dunque"
"Bada che cosce, ora la sfonda"
"Porc... O icchè c'entra l'orologio a pendolo?"
"Le nove"
"Icchè vol dire, uno tromba anche alle dieci"
"Occhè l'ha bell'e trombata?"
"Ora la ritromba, la tromba tre vorte..." ecc ecc ecc."
-Nella edizione in dvd, appare uno spezzone di circa 15 secondi che nella vhs non c'è:quando, dopo lo sproloquio nel campo,Mario Cioni si incammina scendendo nella stradina sterrata in direzione del sottopasso...nella vhs si vede anche che si ferma davanti al cancello del cimitero di mezzana mentre nel dvd la scena prosegue e appena vede la chiesetta, prosegue senza entrare dentro.
versione VHS (tagliata)
versione DVD (con 15 secondi in piu) :
(tratto dal blog amico http://berlinguertivogliobene.splinder.com)
-Per farci un'idea sui prezzi dell'epoca (1977):
l'ingresso al cinema costa 1000 lire (Dal discorso di Cioni appena uscito dal cinema)
il ballo liscio 2000 lire l'uomo e 1000 la donna (Solo HOPPIE,solo hoppie!!)
una puttana costa 4000 lire.
Partendo dal presupposto che l'ingresso al cinema oggi costa 7 euro, l'ingresso al ballo liscio per una donna costerebbe la stessa cifra, mentre per un uomo 14 euro (il doppio di un ingresso al cinema).E una puttana verrebbe 4 volte l ingresso al cinema o il doppio dell ingresso al ballo liscio.Nella fattispecie 28 euro.
-Nella scena della tombola, il compagno Tesoroni compie un errore, ripetendo per due volte il numero 12: La sequenza completa è: 89 - 12 - 23 - 47 - 17 - 58 - 90 - 77 - 3 - 9 - 45 - 2 - 65 - 59 - 39 - 67 - 12 - 80 - 78 - 38 - 25 - 34 - 24 - TOMBOLA!
-Quando bozzone,buio e ignorante sono sul cavalcavia sopra l'autostrada disquisendo sulla domenica che stavano passando,a un certo punto appare improvvisamente Mario Cioni che canticchia un motivetto di cui si capisce la frase "è soltanto una favola".Tale frase è tratta da un antico canto anarchico intitolato "Non esiste Gesu'" che recita (integralmente) "Non esiste Gesu',è soltanto una favola,inventata da te,per burlarti di me"
Direi perfettamente in tema con il film.
Altre canzoni citate: "Una rotonda sul mare" (da Cioni mentre è in macchina con le femministe), Go Kart da Bozzone (scritta da lui nei primi anni sessanta per un concorso canoro al quale partecipo',ventenne, tenutosi a Campi Bisenzio),"Domani" e "Davanti a me" brani scritti e interpretati dal compianto Franco Fanigliulo (il cantante con la barba del complessino "Romeo e los gringos" che legge il comunicato sulla morte della mamma del Cioni) e contenuti nel suo primo album uscito nel 1977 "Mi ero scordato di me". La mamma di Cioni al risveglio dopo la misteriosa notte con Bozzone accenna "Non so piu' cosa son,cosa faccio" da Le nozze di figaro -Mozart e "Vorrei e non vorrei"dal Don Giovanni di Mozart.Le campane della chiesa di Tobbiana accennano "Bandiera rossa".Infine la bambina che Cioni incontra sotto al ponte dell'autostrada cita "La bambola" di Patty Pravo.
Durante la scena della tombola,girata all'interno della casa del popolo di Galciana,era sorto un problema: come pagare le 400 comparse del film,che giocavano a tombola?.La cosa era infattibile,considerando la bassa disponibilità finanziaria della casa produttrice.Venne ideata una proposta,forse l'unica nella fattispecie,di uno scambio "in natura" che consisteva in uno spettacolo totalmente gratuito che Roberto Benigni offri'alle quattrocento comparse, la sera seguente alle riprese del film.Inoltre,per mantenere calma e ordine durante le riprese, il produttore Minervini assieme a Bertolucci e Benigni,decisero di acquistare un televisore, in bianco e nero, da mettere in palio al vincitore dell'ultima tombola della serata.Cosicchè quel gran numero di persone si ritrovo' a giocare veramente a tombola,per ore e ore,sperando di aggiudicarsi il televisore che venne messo in palio a fine serata.
Nelle scene iniziali del film,mentre la videocamera in soggettiva sale le scale del cinema che sta programmando "Max il donnaiolo"e in sottofondo si sente il dialogo fra Magda e Max,a una parete si puo'notare il manifesto di un film che si chiama "Tutti defunti..tranne i morti",prodotto nel 1976 da Gianni Minervini,lo stesso produttore per l'appunto di "Berlinguer ti voglio bene"!! Pubblicità occulta? :)
All'epoca Roberto Benigni era fidanzato con Chiara Moretti(la ragazza femminista che gli scrive il numero di telefono sulla mano per andare al mare insieme).