I Luoghi trent'anni dopo
Fa sempre un certo effetto andare a ricercare determinati luoghi di un tempo,sopratutto quando sono passati trent'anni e tenendo conto che oggi quei punti ben precisi sono del tutto anonimi,zone qualsiasi, ma che trent'anni fa furono protagonisti della maggior parte delle scene del film.
Con il collaboratore e amico Leandro,il quale ha abilmente scovato molti dei posti quasi impossibili da individuare,considerando che non ci è stato dato alcun aiuto nè alcuna segnalazione,ho ritrovato molti dei posti all'aperto utilizzati come set.
Abbiamo come voluto completare un'opera iniziata da Bruno Santini e Fabrizio Nucci che si sono occupati perlopiu' dei luoghi "al chiuso" come le case del popolo.
Leandro,in seguito,si è divertito a creare delle "dissolvenze" unendo, in brevi filmati, il fotogramma del luogo tratto dal film e quello attuale,fotografato scrupolosamente e nella maniera piu precisa possibile per renderle il piu' spettacolari possibili.
E per i piu'appassionati abbiamo aggiunto le cartine topografiche e satellitari di ogni luogo ritrovato,grazie al lavoro ineccepibile di Leandro
come potete ben vedere,il luogo è rimasto incredibilmente quasi identico a trent'anni fa.Ovviamente con qualche modifica alla segnaletica:è sparito il cartello bianco e nero che indicava il bivio e sono stati aggiunti un paio di cartelli direzionali che indicano le zone nei dintorni.La zona è Canneto,sopra Santa Lucia,nella zona nord di Prato.
contrassegnato con il numero 3,l'esatto punto dove si è svolta la scena (clicca sulle immagini per ingrandirle):
Ponte sull'autostrada
in una celebre scena del film,Mario Cioni e amici si ritrovano su un cavalcavia a discutere sulla domenica che stanno passando e a osservare una famigliola che si accinge a un assurdo pic nic ai piedi dell'autostrada A11,facendo i loro grossolani commenti.Tale cavalcavia si trova in via del Molinuzzo,traversa di Via Cava nella zona di S.Giusto di Prato.La balaustra è rimasta identica a come era nel film.Sulla strada che porta al ponte all inizio della scena,oggi sono presenti dei guardrail e nei pressi sorge la caserma dei vigili del fuoco, all'epoca assente.
ecco il punto della scena,contrassegnato con il numero 10 (clicca sulle immagini per ingrandirle):
La strada della scena con la zoppa
Altro luogo abilmente scovato da Leandro, è quello della stradina dove viene ambientata la scena del film con la zoppa.Il luogo è rimasto pressochè identico.La strada è asfaltata e ai lati non appaiono piu' i vigneti nè la vegetazione.Resiste pero' al tempo il paletto di cemento sulla destra, pendente esattamente come all'epoca.
questo luogo si trova nei pressi di Sant'Ippolito,fra Galciana e Oste di Montemurlo.
La cosa che desta curiosità è il repentino cambio delle zone durante le riprese delle scene:questa stradina,a rigor di logica, sembrerebbe dietro la casa di Mario Cioni, quando in realtà i due set distavano alcuni chilometri fra loro.
Contrassegnato dal numero 11,il luogo della scena (clicca sulle immagini per ingrandirle):
La mitica casa di Mario Cioni
Il casolare,tutt'altro che abbandonato (ci vive ancora una famiglia,la stessa che lo presto' trent'anni fa per le riprese del film) si trova a pochi metri dalla rampa autostradale che immette sulla A11 in direzione Mare,del casello di Prato Ovest.Se invece volete vederla con calma, senza il rischio di venire tamponati (o di tamponare) mentre state percorrendo la rampa autostradale,allora dirigetevi in Via Trebbio alla Bardena,subito dopo un sottopasso,in località Casale.Fino a poco tempo fa c'era un canile, oggi dismesso.Abbiamo avuto il permesso,dal padrone della casa,di scattare una foto ma non ci è stato concesso l'ingresso.Va beh, forse pretendevamo un po' troppo...All'epoca del film,il punto dove si trovava la casa distava un centinaio di metri dall'autostrada per il semplice motivo che non ancora non esisteva il casello di Prato Ovest,costruito nel 1982,proprio nei pressi.

(foto 1,2 e 3 tratte dal blog http://berlinguertivogliobene.splinder.com)
mappa topografica e satellitare:
Il sottopasso nei pressi del casello di Prato Est
Il luogo piu'arduo da trovare, per il semplice motivo che...non esiste piu'.
Con Leandro ci siamo appostati per tre giorni,cercando di capire perchè,pur seguendo la prospettiva del campanile della chiesa di fronte,non si riuscisse a trovare questo sottopasso.
In una scena del film si vede un disperato Mario Cioni che,appresa la finta notizia della morte della madre,si incammina lungo un sentiero sterrato dirigendosi sotto un ponte ove passerà la notte,fra rumori delle macchine che sfrecciano sopra l'autostrada A11 e la pioggia.Al risveglio troverà una bambina dispettosa che lo constringerà a prenderla in braccio e ad attraversare la strada piena di pozzanghere.
Tale luogo è stato letteralmente "sepolto" in occasione del rifacimento della sede autostradale.Nei pressi esistono altri sottopassi molto simili a quelli del film (che sono adiacenti e separati secondo la logica delle carreggiate),ma distano alcune centinaia di metri da quello utilizzato come set per questa scena del film.
Ecco,come si presentano oggi, il punto dove c'era il sottopasso e la stradina sterrata dalla quale Mario Cioni scende per dirigersi,per l'appunto,nel sottopasso.

Notare come la sede dei caselli sia stata spostata un centinaio di metri piu'indietro.Oggi,posizionandoci nello stesso punto del fotogramma del film sopra riportato,il casello è proprio sotto il campanile, mentre nel film era un centinaio di metri verso destra.
Alcune tracce dei sottopassi chiusi e sepolti,le abbiamo trovate dopo pazienti ricerche e grazie all'abilità di Leandro, specializzato in questo tipo di cose.
Il punto esatto del sottopasso del film.
..e la stradina nella quale la bambina se ne va, gridando "Assassino!" a Mario Cioni.
Di seguito una mappa con annotate le differenze e i cambiamenti del luogo dal 1977 a oggi.Clicca sulla cartina per ingrandire e poter cogliere meglio i dettagli.
Abbiamo utilizzato questa cartina perché riporta ancora la vecchia strada, via del Beccarello che trent'anni fa era collegata con la Chiesa di Mezzana attraverso alcuni sottopassi(n° 1-2-3) sotto l’autostrada dell'epoca, piuttosto ridotta rispetto a quella attuale.Tra questi sottopassi ci sono anche i 2 molto ravvicinati tra loro sotto ai quali Mario Cioni porta la bambina in braccio, segnalati con i n° 1 e 2.Questi 2 sottopassi, come via del Beccarello, adesso sono interrotti ma su questa cartina si può capire la loro posizione di 30 anni fa. Seguendo la stessa via del Beccarello, che si immette sotto l’autostrada (1)e prosegue sotto anche l’altra strada a fianco dell’autostrada (2),svoltando a destra e proseguendo fino a via dell’Agio,si arriva alla chiesa di Mezzana.Ai punti 1 e 2 si nota che sono presenti due sottopassi, uno corto e uno più lungo, proprio a testimonianza che uno era sotto l’autostrada e l’altro sotto la strada parallela.Anche nel film un sottopasso è più lungo rispetto all’altro. Su questa cartina si può notare anche la curva a destra, (al punto 2) che si nota nel film alle spalle della bambina.Oggi questo tratto stradale non esiste più perché sopra vi è la spianata di cemento con l’attuale casello.Un resto che via del Beccatello continuava è la presenza di un sottopasso ancora presente, (segnalato col n° 3 in rosso) vicino alla chiesa di Mezzana, ma è stato tappato da un lato proprio quando fu allargata la sede autostradale. Anche grazie a testimonianze siamo arrivati alla conclusione che il casello di Prato Est una volta era più spostato verso Firenze e che tutto quel cemento lì non c’era.Riportiamo nella mappa in colore rosso il vecchio casello e in nero quello attuale.
il sottopasso contrassegnato nella mappa con il numero 3, nel lato della chiesa,poco prima di via dell Agio,tappato da un lato:
Il cinema di inizio film
Finalmente abbiamo stato scoperto anche dove si trovava (perchè da anni non esiste piu), il cinema di inizio film che espone locandine di film erotici e dove viene proiettato "Max il donnaiolo" la cui visione viene abbandonata anzitempo da Cioni Mario e amici.
Il cinema,molto attivo in quel periodo,si chiamava Cinema Mocambo e si trovava in località Grignano,per l'esattezza in Via Limberti 70 (il numero civico è visibile nel film e esiste tutt'ora).Lo stabile è stato interamente ristrutturato ed è visibilmente nuovo.Essendoci recati in giorno festivo e al buio ci è risultato difficile capire cosa si trova,ma lo appureremo quanto prima.
posizione nella mappa topografica e satellitare:
Ringraziamo vivamente per l'aiuto il gentile signore Sauro che abbiamo conosciuto presso il circolo Cherubini di Grignano e che si è offerto di accompagnarci sul luogo,dandoci il suo prezioso contributo sia per il luogo, sia per il nome del cinema.
E un ringraziamento va anche a Franco Casaglieri che, pur non ricordando nome e via,ci aveva detto che il cinema si trovava a Grignano offrendo un sensibile aiuto nella ricerca.
Il campo dello sproloquio blasfemo
Leandro colpisce ancora: è riuscito a scovare anche il luogo utilizzato come set nella scena di tre minuti durante i quali Mario Cioni impreca vomitando un sacco di nefandezze,basandosi su un palazzo e un campanile che si vedono sullo sfondo della scena.
Il luogo lo si puo'vedere percorrendo la tangenziale tra il dosso e prima del semaforo nella zona di Galciana,all'altezza del concessionario auto "Freecar".Proprio a quell'altezza è stata girata la scena.Il palazzo marrone sullo sfondo,trent anni dopo, è rimasto clamorosamente tale e quale.L'unica differenza è che adesso nei pressi ce ne sono molti altri, mentre all epoca era isolato.
Abbiamo messo a disposizione una bella dissolvenza con un fotogramma dell epoca e uno di oggi.
altre foto varie:

ed ecco come si presenta il palazzo marrone che si vede sullo sfondo nella scena del film,oggi:
La scena dello sproloquio si conclude con la visione di uno stradone che Mario Cioni sta percorrendo per raggiungere il sottopassaggio nei pressi del casello autostradale di Prato Est (allora si chiamava semplicemente "Prato" poichè non esisteva ancora il casello di Prato Ovest).Lo stradone si trova esattamente nel luogo della scena girata nel campo, ossia la tangenziale all'altezza dell'incrocio che collega Galciana con via Galcianese,all epoca ancora in fase di costruzione e chiusa al traffico.
Notare sulla sinistra della foto il campo dove Mario Cioni ha appena eseguito il suo sproloquio e sulla destra un pugno di case in zona San Paolo.
Ed ecco come si presenta oggi lo stesso punto.Stradone urbanizzato e parecchio trafficato e sulla sinistra la concessionaria Freecar all'altezza della quale è stata girata la scena di Mario Cioni nel campo.Il pugno di case sulla destra è coperto dalla vegetazione.
Con il numero 1 sulle mappe è indicato il punto dove si trova il campo che Mario Cioni percorre durante il suo sproloquio,mentre il numero 2 indica il punto finale mentre percorre lo stradone poco prima di ritrovarsi nel sottopasso del casello di Prato Est.
"Noi siamo quella razza.."
Altra zona oggi parecchio sviluppata e urbanizzata rispetto a trent'anni fa è quella dove venne girata la famosa scena con Bozzone e Mario Cioni in bicicletta durante la quale Bozzone recita la poesia "Noi siamo quella razza..".La stradina di campagna percorsa da Bozzone e Cioni in bicicletta oggi è diventato uno stradone a doppie corsie,con carreggiate separate,sul quale le macchine sfrecciano veloci.La zona si chiama Baciacavallo,nella stessa strada si trova il famoso depuratore ma l'oggetto che si vede alle spalle di Cioni e Bozzone non è proprio il depuratore (come scritto su altri siti) ma una cisterna rimasta identica a trent'anni fa.
Non abbiamo potuto fare clamorose dissolvenze perchè,posizionandosi nello stesso punto dove fu girata la scena, la cisterna è coperta da un paio di alberi che all'epoca non c'erano.Ci siamo quindi dovuti spostare al centro della carreggiata per poter fotografare il punto di riferimento principale dello scenario,ossia la cisterna.Quando Cioni e Bozzone terminano la loro corsa scendendo dalla bici, arrivano a un incrocio dove girando a destra si va in via Tettamanti..li' oggi c'è una rotonda.
questo è l'esatto punto percorso dalla bicicletta nel film..notare i tralicci rimasti uguali,i numerosi cartelli pubblicitari assenti all'epoca e gli alberi che coprono la cisterna che è invece visibile nella scena del film.
Prossimamente altre foto e altre dissolvenze